Il Fiore degli Abissi

Romanzo d’avventura di Leonilde Bartarelli

Benvenuti a bordo! Io, Andrea Raggio detto il Rosso, capudan della feluca più ardita di tutti i mari, vi auguro buona navigazione. Non abbiate paura di patire il mal di mare, di incontrare pirati o fondali insidiosi: accanto a me non potrà succedervi nulla di brutto, solo qualcosa di molto, molto avventuroso...

marzo-9-09

Il Teatro dei Pupi Siciliani

scritto da Leo in teatro

Oggi ho assistito allo spettacolo Angelica: il viaggio di Orlando, messo in scena dalla Compagnia Teatro Drammatico dei Pupi di Onofrio Sanicola al Teatro dei Varii di Colle Val d’Elsa e offerto gratuitamente dal Comune e dall’associazione Theatrikos per la festa dell’8 marzo, con una trama adatta a un pubblico adulto.

Mondo fiabesco di guerre, amori e onori che suscita un sentimento strano, un misto di dolcezza, piacere e nostalgia di cose lontane. Mondo antico che senti allontanarsi sempre più con il suo linguaggio familiare e nello stesso tempo arcaico.

Tempi scenici a cui non siamo più abituati, lenti, scanditi dal cambio delle marionette, delle quinte. Duelli rocamboleschi affascinanti nella loro ingenuità infantile, armature lucenti, mantelli brillanti, colpi che fanno tremare il palcoscenico, teste mozzate, corpi spaccati in due a cui viene spontaneo reagire con risa e battiti di mani.

Guerra farsesca e rassicurante con nemici valorosi battezzati alle fonti prima di morire, spade i cui nomi riemergono dalla memoria ed evocano da soli mille fantasie (Durlindana, Trinchera…) e che vivono di vita propria, quasi esseri pensanti, che sanno da sole quando difendere il cavaliere o quando invece ormai è giunto alla fine naturale e “non fermano più la nemica che viene a colpire”.

I tempi diversi, dicevo. Soste tecniche, marionette ferme e nello stesso tempo vive e attive, ingigantite dagli scenari dove ogni tanto appaiono nell’affondo di una spada le mani dei pupari, enormi, spropositate nel mondo che l’illusione ottica ha creato. Canzoni e musiche a sipario chiuso che accompagnano e spiegano temi ed episodi un tempo talmente immediati nella mente degli spettatori da non meritare due parole e ora invece necessari a noi per ricordare, ora che abbiamo perso la memoria dietro altri mille incantesimi.

Mondo cavalleresco attinto dai classici dove Orlando impazzisce d’amore recitando i versi dell’Ariosto, strappandosi le armi che rotolano intorno. E mentre con l’occhio della mente noti la perizia delle mani esperte che sanno tirare il filo giusto al momento giusto, con quello dell’animo ti lasci travolgere e incantare dal fascino del timbro di voce, delle parole e della musica dal sapore delle ballate arcaiche.

Alla fine esci dal teatro con un sentimento dolce e struggente in gola, con nell’anima ancora la magia vissuta, con una voce che ripete nella tua mente: “Sì, c’ero anche io a Roncisvalle, con Orlando, Ruggero, Oliviero e Gano. C’ero e ho ascoltato il suono del Corno…”

Sì. C’ero anche io stasera…

http://www.operadeipupi.moonfruit.com/

(foto reperita in rete)

.......................................... Un ringraziamento particolare a Daniele Bandini per l'aiuto che mi ha dato nel realizzare questo sito.
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