Oggi ero a Milano dopo l’appuntamento di ieri (grazie ancora a chi ha partecipato!) e come al solito, con la scusa di prendere il pulmann per Siena a Cadorna, mi sono regalata qualche ora al Castello Sforzesco (ognuno ha le sue fisse…).
Questa volta ho visitato la mostra
In un allestimento molto accattivante, né semplicistico né troppo complesso, vengono presentati reperti che difficilmente si possono vedere dal vivo: statuette fittili in terracotta di figure per lo più femminili provenienti dalla Moldavia che molto hanno fatto discutere gli archeologi e legate probabilmente a culti di dee femminili.
Per prima ecco la Venere di Véstonice
datata al 27000 a.C. (Paleolitico Superiore – Gravettiano) che insieme a grumi di argilla e a una piccola scultura di orso rappresenta il primo caso di arte fittile in terracotta della storia.
Passando attraverso i reperti italiani del Riparo Gaban nel Trentino (5300-4700) si arriva al grosso della collezione: una scelta delle oltre 2500 statuette Moldave del V millennio a.C. (Neolitico), ben spiegate e abbinate alle ceramiche coeve locali.
La figura della Dea (madre nel paleolitico, vergine nel neolitico) con tutte le sue implicazioni culturali vere o ipotizzate che siano è sempre molto interessante e stimolante.
A questo proposito ho trovato nuovo (almeno per me e per la preparazione che ho avuto) e convincente lo studio astronomico della carta celeste da Neolitico in poi che evidenzia la posizione della costellazione della Vergine (Astraia, Tyche, Demetra, Iside, Atargatis, Ishtar o come è stata personificata nelle varie civiltà antiche) nella sua levata eliaca in concomitanza con l’inizio della stagione della mietitura (spiegata nei pannelli in sintesi e più diffusamente nell’articolo di E.Antonello nel catalogo della mostra).
Un valore aggiunto ha per me il fatto che durante la mia prima campagna di scavo, nel 1981, nel villaggio neolitico del tavoliere foggiano di Passo di Corvo, era stata rinvenuta proprio una statuetta femminile, e per un archeologo… come dire, il primo scavo è come il primo amore: non si scorda più!
La mostra resterà aperta fino al 28 febbraio 2010, abbinata anche a conferenze e ne consiglio vivamente la visita, ricordando che è a ingresso gratuito e con possibilità di usufruire di visite guidate concordate anch’esse gratuite (io ho dovuto rinunciare per colpa del pulmann e del suo orario, anche se devo dire che la tentazione di perderlo per questo è stata forte…)
dal 27000 a.C. ANTENATE di VENERE
Milano Castello Sforzesco – SalA Sforzesca
5 dicembre 2009/28 febbraio 2010
INGRESSO LIBERO
www.capodannoceltico.eu
www.antenatedivenere.it
www.milanocastello.it
orario: martedì-domenica h 9.00-17.30

















