Il Fiore degli Abissi

Romanzo d’avventura di Leonilde Bartarelli

Benvenuti a bordo! Io, Andrea Raggio detto il Rosso, capudan della feluca più ardita di tutti i mari, vi auguro buona navigazione. Non abbiate paura di patire il mal di mare, di incontrare pirati o fondali insidiosi: accanto a me non potrà succedervi nulla di brutto, solo qualcosa di molto, molto avventuroso...

gennaio-9-10

Notti delle Mille e Una Notte

scritto da Leo in libri

notti delle mille e una notte

Notti delle Mille e Una Notte
Nagib Mahfuz

…Nel nostro regno marino,” bisbigliò Abd Allah del mare, “la vergogna è una delle dieci caratteristiche che devono possedere i nostri governanti.”
“Maledetti coloro che sono governati da chi non possiede la vergogna,” esclamò il folle…
(ed. Feltrinelli, pag.141)

 

Nagib Mahfuz ha pubblicato le Notti delle Mille e una Notte nel 1982, e l’ha considerata come la sua opera meglio riuscita.
L’inizio della narrazione coincide con la fine delle Mille e una Notte, testo fondamentale della cultura araba.

Il sanguinario re Shahriyàr incantato dalle storie di Shahrazàd pare diventato un sovrano illuminato e giusto, ma la regina si chiede disperata se è davvero così oppure se i racconti hanno solo scalfito la sua indole malvagia, se la forza delle parole può davvero qualcosa contro il potere e il sopruso.

E le favole finora solo narrate diventano vere: i personaggi, i geni, i demoni, le donne incantatrici, le tombe che nascondono tesori e le pietre che si aprono su mondi alternativi sono reali.

Non più racconti: si scende per le strade, nel caffè, dal barbiere nei vicoli: i personaggi si trasformano in persone reali. Una storia si incastra nell’altra, esce dall’altra, ritorna alla prima, introduce nuovi elementi, in scatole cinesi che si mescolano l’une nelle altre.

La struttura stilistica resta favola, con i suoi temi e topos, ma diventa vita.

Infatti, ci fa capire Mahfuz, la parola, l’ascolto di storie commuove, colpisce, fa riflettere. Ma non basta: da sola è solo superficiale: deve “farsi” realtà.

Shahriyàr deve diventare protagonista delle storie, non può ascoltarle e basta, deve mettersi in gioco.
Deve amministrare e interessarsi alla sua gente.
Deve indossare il mantello come il re delle storie di Shahrazàd e scendere fra il suo popolo.

Solo allora cambierà davvero, raggiungendo la consapevolezza della vergogna, di quello che è. Solo allora capirà la corruzione, l’abuso, l’ipocrisia del suo governo. Solo allora Shahrazàd lo amerà e solo allora lo perderà per sempre.

È l’Uomo che ha in mano il suo riscatto attraverso la coscienza delle sue scelte, resistendo o cedendo ai geni, alla corruzione, alla crudeltà.

Così Gamasa al-Bulti deve morire e rivivere magicamente in un’altra persona per riscattarsi attraverso Abd Allah il folle e infine, diventare Abd Allah il giudizioso.

Come spesso nel romanzo storico si utilizzano eventi storici per comprendere il presente, così Mahfuz utilizza la favola e la raccolta di favole per eccellenza della sua cultura per parlare di temi attuali di governo e potere, universalizzandoli e rendendoli generali e non esclusivi del mondo arabo.

 

marzo-16-09

Le Mille e Una Notte

scritto da Leo in Storia

 È alla lettura de 

Le Mille e Una Notte

che mi sono ispirata per rendere il mondo barbaresco.

Dal punto di vista storico la sua compilazione è molto complessa: presenta ricchezza e varietà nella materia, differenze di lingua e di stile, presuppone un lento e laborioso processo di formazione e una vasta area di diffusione. Se ne conoscono inoltre diverse versioni.

 La storia che introduce e fa da cornice alla raccolta (la bella Sharazad che racconta storie al re Shahriyar per aver salva la vita) risente in influenze iraniane (nomi dei personaggi) e indiane (l’argomento e certi artifici stilistici), mentre il corpo dell’opera si rifà di più al medioevo arabo-islamico.

 Le prime notizie risalgono al X secolo, quando degli scrittori arabi parlano di una raccolta iraniana intitolata Hazàr afsane (Mille racconti), con la storia di una principessa che intrattiene un re crudele.

Nel XII secolo compare il nome di Mille e Una Notte (forse per l’allitterazione turca Bin Bir che serve a indicare una gran quantità) e i racconti si collocano nel cosiddetto ciclo di Baghdad. Il grosso della raccolta si presuppone si sia formato nell’Egitto tardo mammelucco tra il 1400 e il 1500.

Attingendo da un manoscritto anteriore al 1500, il più antico traduttore occidentale, Antoine Galland, presentò alcune delle più famose favole (per esempio Aladino o Alì Babà) alla corte del re Sole.

 Nelle novelle si parla di India, Cina, Iran, Maghrib, con accenni a Genova, Venezia, ma questi luoghi sono quasi fantastici e irriconoscibili. Più puntuali le descrizioni della Siria e soprattutto dell’Egitto.

Nella grande varietà di stili e argomenti, la patina unitaria è data dall’Islamismo popolare nella visione del mondo, nella fede e superstizione, nella demonologia e nella magia.

Viene presentata la vita sociale dell’Oriente islamico (specie nel gruppo egiziano tardo medioevale e inizi età moderna) con atteggiamenti ostili verso zoroastri, ebrei e cristiani che vengono descritti nel modo un po’ ridicoleggiante che ricorda l’atteggiamento dell’Ariosto in ambito cristiano.

 La vita del popolo, con tutte le sue sfaccettature sociali, risulta descritta in maniera vivace e reale, mentre quella di corte è spesso di maniera e di fantasia, come vista dagli occhi avidi e curiosi della gente comune.

Spiccano, in questo senso, le novelle appunto chiamate Egiziane, che presentano uno stile semplicissimo, senza prosa rimata o artifici letterari, dove appunto l’interesse gravita sulla vicenda ma anche sul tipo e sull’ambiente ritratti: il mondo del Cairo con predilezione per il l’ambiente equivoco di ladri, furfanti e prostitute. In queste favole si nota anche l’assenza o scarsità di elementi magici, altrimenti molto diffusi e presenti.

 Un certo artificio stilistico, con versi intramezzati nella prosa è comunque tipico del gusto narrativo e sentenzioso arabo.

.......................................... Un ringraziamento particolare a Daniele Bandini per l'aiuto che mi ha dato nel realizzare questo sito.
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