Il poeta e i pirati
di Paolo Ciampi
Selezione Narrativa Polistampa
Un’ottima biografia di Filippo Panati, poeta toscano vissuto tra il 1776 e il 1837 ora praticamente dimenticato ma ben conosciuto e stimato alla sua epoca, al punto di meritare di essere sepolto in Santa Croce a Firenze.
Nel 1813, di ritorno dall’Inghilterra, Filippo viene catturato, con tutto l’equipaggio e i passeggeri del brigantino su cui sta viaggiando, dai pirati algerini al largo di Carloforte.
La sua prigionia sarà, a dire il vero, abbastanza privilegiata, grazie alle conoscenze e alle protezioni di cui gode, ma ci fornisce un racconto in prima persona della vita e della cultura della comunità di Algeri all’epoca napoleonica.
La vicenda è ricostruita attraverso i suoi scritti e varie testimonianze parallele contemporanee con stile ironico, leggero ma sempre puntuale e preciso, rendendo la lettura piacevole come quella di un romanzo.
Molto interessante il ponte che viene sempre teso dall’autore tra il passato e l’attualità, a riprova di come la lettura della storia, dei suoi eventi e dei suoi personaggi possa essere spesso un riferimento per capire il presente, tema che mi è, personalmente, molto caro.
Altre recensioni:
Rafìla, di Elisabetta Montaldo
















Ciao Leo!!!
Sono passata per salutarti e per augurarti una buona giornata!!!
Mi hai dato una grande gioia lasciando il tuo bellissimo commento…. sto vivendo un’emozione fantastica!!!
Ciao, a presto
Maria Rosa
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