La Mappa del romanzo
Quando si descrive un mondo (inventato o reale) bisogna sempre aver chiara geografia e morfologia del territorio, in modo che tutto sia verosimile e coerente con se stesso.
Per questo romanzo non potevo utilizzare mappe vere già realizzate, visto che l’ambientazione è del tutto di fantasia (Tabarka è stata l’ispirazione, l’idea, ma avevo bisogno di potermi muovere in maniera autonoma), per cui una delle prime cose che ho fatto è stato disegnarmi una pianta per chiarirmi posti e proporzioni in modo che tutto l’impianto reggesse in piedi.
E, ovviamente, non potevo limitarmi a uno schizzo veloce (dove stava il gusto, in quel caso? Io ho sempre bisogno di complicarmi la vita) ma ho voluto creare una mappa imitando le carte nautiche del XVI secolo, con tutti i loro svolazzi nelle scritte.
Nei vari Musei Navali (ricordo primo fra tutti il Galata di Genova di cui voglio in seguito parlare più diffusamente) ci sono raccolte delle vere opere d’arte, perfette nelle miniature e nei disegnini che le decorano. La mia è molto molto abborracciata, opera di un artigiano poco bravo e un po’ grezzo, ma immagino ne esistessero anche di questo tipo, no? Del resto parlo di pescatori e contrabbandieri: se ne sono procurata una da quattro soldi, non delle migliori.
Nelle prima pagine del romanzo (quelle che si possono leggere nella pagina dell‘incipit) si parla di un’arazzo, una grande carta nautica su seta. In effetti, visto che mi diletto con ago e filo, ho anche iniziato a realizzarla per davvero, ma il lavoro è ancora parecchio indietro e non so quando vedrà alla luce.
Per aiutare gli eventuali lettori ho allora pensato di pubblicare qui la mappa disegnata, così che la navigazione possa essere un poco più facile.

















Mappa interessante. A mio giudizio sara’ una bella e intrigante navigazione, ricca di colpi di scena, cosi’ come l’ incipit ci ha anticipato.
Vale
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